Raccontixxxxxx

 
 

 
 

scrivimi:

ginogentile@tiscali.it


 

VISUALIZZAZIONE

Il sito è ottimizzato per una risoluzione di:

800x600 e 1024x768

Miglior risultato con:

 
 
 

Anni 40 e precedenti:

come si trascorreva il tempo liberox

ILa domenica, buona parte degli artigiani e contadini lavoravano, pochi tutto il giorno, altri mezza giornata e parecchi facevano festa, andavano a messa o passeggiavano lungo il corso. Non era usanza che le donne passeggiassero e fra l'altro bisogna dire che le donne non avevano mai tempo libero, perchè oltre che a fare i lavori di campagna avevano da accudire i bambini, gli animali domestici, fare la calza, preparare da mangiare e tutto quello che c'è da fare per mantenere una casa. I contadini non passeggiavano, stavano seduti, generalmente, sui muretti siti ai bordi della piazza a chiacchierare delle proprie cose. Il pomeriggio, molti lo trascorrevano in cantina a giuocare a carte e bere vino, per cui frequentemente si vedevano, per il paese, uomini ubriachi. Nelle sere d'estate, sempre gli uomini, andavano a mangiare il cocomero o fichi d'india, nelle case che occasionalmente li vendevano e si giuocava a"morra" l'importo da pagare. Era usanza che fra i vincitori veniva fatto il "padrone" e il "sotto" i quali disponevano della vincita, a loro piacimento. Se i due erano d'accordo andava tutto bene, altrimenti sorgevano grane. Spesso accadeva che ad alcuni dei giuocatori non veniva offerto niente, per cui si diceva : LASSATI ALL'UMBRA, il che spesso provocava liti e nemicizie. Quando il giuoco non si ripeteva, i meno permalosi andavano via con la speranza di rifarsi alla prossima occasione.

D'autunno, i più giovani, la sera, a flotte andavano per i forni a mangiare le castagne calde infornate che le donne addette alla cottura offrivano agli intervenuti, con piacere ed abbondanza. Capitava che qualcuno portava un fiasco di "acquata" vinello, che insieme tutti bevevano cantando in allegrìa le canzoni di Savelli.
D'inverno usavasi andare a veglia " jire a spustare" raccontare "rumanze" favole, bere vino o vinello, fare giuochi d'intrattenimento, come "u juacu e l'aniallu", "u juacu ro muzzelluzzu" ed altri.
D'estate maggiormente, d'inverno un po meno, i giovani, aspettavano la notte fonda per andare a fare le serenate e cantare sotto le finestre della ragazze. In tempi più antichi usava fare le serenate col fischietto e la chitarra battente, poi con la chitarra classica, mandolini e flauti, pochissimo era usato l'organetto.
g.g.

Santa Croce sull'Arno, Il vernacoliere savellese n. 4 1997)

     

 
 
 

created by_ STUDIODESIDERI

Disclaimer e Informativa sulla privacy