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Savella n' poisia

xx

   

Presentazione di G.Battista Maone

Cenni biografici di Ciccio Palmieri

Copertina e tavole di Pietro Arcuri

Di Gino Gentile, questo nostro amico savellese tutto sale e pepe trapiantato in Toscana senza perdere uno solo dei connotati etnici della propria origine, mi stupiscono due cose: l'entusiasmo e lo spirito giovanile con cui affronta la vita in tutte le sue sfaccettature e l'interesse per l'arte in genere. Considero questo amore del Buono e del Bello posseduto dal falegname di Savelli, e oggi di Santa Croce sull' Amo, un dono al di fuori del comune per un uomo che è costretto ad emigrare per potersi sostentare e vivere la propria condizione umana in forma dignitosa e compiuta. Non ho avuto e non ho frequenti contatti con lui, ma debbo dire che durante i brevi incontri in cui me lo sono trovato accanto, ho colto la piacevole sensazione di trovarmi al cospetto non di un artigiano dagli occhi stanchi e dalla mente assillata o pressata dalle preoccupazioni per il lavoro, ma piuttosto di un gioviale e allegro intrattenitore cultural-politico dalla parlantina semplice, comune stringata ma nello stesso tempo ricca di interessanti e rispettabili concettualità. L 'ho rivisto di recente, in occasione di una brevissima permanenza in Toscana, facendogli la sorpresa di farmi trovare nella sua bellissima casa di Santa Croce sull'Amo accolto dalla moglie, signora Rosa, e dalla secondogenita, signorina Franca. È stato di un 'affettuosità indescrivibile. In quella occasione mi ha parlato della raccolta di poesie che stava ordinando per la pubblicazione, sciorinando sul tavolo un mucchio di altro materiale artistico. Mi ha chiesto cosa pensassi, se fosse il caso dopo la pubblicazione di SAVELLA CUNT A (Savelli racconta) - di proporsi anche nelle vesti di poeta. "Non vorrei apparire troppo presuntuoso ", disse, e ho bisogno di consigli e pareri". -"Non preoccuparti", gli ho risposto, "pubblica: l'ingegno è come un cavallo senza briglie in un campo sconfinato ". Sono certo che anche quest'altro suo lavoro dove " A VITA E QUATRARIALLU 10 VE CUNTU MONl CHI SlGNU VECCHIARIELLU TANTU" -(l) avrà il successo che merita; non fosse altro che per il candore e la semplicità che lo caratterizzano.

Ciccio Palmieri

  Alcuni mesi or sono nel recensire il volume di Gino Gentile "SAVELLA CUNTA " Savelli racconta, mettendo in rilievo i diversi aspetti della formazione dell'autore, scrivevo che Gino dopo averci dato un'altro saggio delle sue càpacità con le incisioni discografiche "SAVELLI CANTA " I -2 e 3, probabilmente ci avrebbe dato in seguito "Savella pitta " ossia Savelli nella pittura, confi- dando nelle sue naturali tendenze di pittore naif; mi sono sbagliato, perche il terzo momento espressivo è stato, invece, "SAVELLA 'N POISIA " Savelli in poesia, non nelle poesie di altri autori, ma esclusivamente nelle sue. Giova fare questa precisazione, perche questo piccolo paese della Sila, a 1014 metri sul livello del mare, ha avuto nella sua storia recente molti illustri poeti in lingua e in vernacolo, e Gentile appartiene al nuovo gruppo di artisti popolari che nei loro versi cantano il paese natio nei suoi aspetti naturali, sociali, umani. È una produzione nostalgica, scritta in "lontananza ", poiche sono poche le poesie scritte a Savelli e le altre in maggior parte a Santa Croce sull' Arno, la cittadina toscana che Gentile ha eletto a sua nuova Patria sin dal 1960. Infatti Gino Gentile, nato a Savelli il 27/6/1925, dov'è cresciuto, dove ha appreso l'arte del "maestro d'ascia " come tante migliaia di suoi concittadini, dovette cercare altrove lavoro per po~er sopravvivere. Fatti occasionali lo portarono sulle rive dell ' Amo e qui mise bottega e famiglia. Formatosi già al sacrificio, alla riflessione, alla ricerca di un ambiente povero ma vivo, ha trovato un clima favorevole a Santa Croce sull' Amo, dove la sua personalità, già ricca di fermenti (sapeva cantare e suonare diversi strumenti} pote esplodere sia nel campo del lavoro, passando da artigiano ad artista, sia come cultore del mondo popolare della sua terra. E Gino, ora maturo, dopo i canti e i racconti, ci offre le poesie, legate al tempo dell'infanzia e dell'adolescenza, col ricordo di Savelli, della Sila e cullate in riva all' Amo. I motivi che ricorrono in queste poesie sono gli aspetti del paese lontano: i fiumi, le lavandare, la ginestra, la primavera, i venti, il ciliegio e tanti altri ancora espressi con molta sincerità, con piena naturalezza. Queste poesie trovano una degna cornice nell'espressione grafica del giovane pittore dott. Piero Arcuri, altro emigrato che rivive anche lui il paese da lontano, con una pregevole rappresentazione artistica che armonicamente si .fonde con le poesie, poiche pur essendo le due composizio- ni diverse si completano a vicenda nel comune amore per la terra natia.

G. E. Maone

     

 
 
 

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